MANGIARE FUORI

COME TUTELARSI

Oggi la società è cambiata e si è adattata alle esigenze: rimanendo il cibo e la tavola motivo di convivialità (pensiamo a matrimoni, feste di compleanno, feste comandate, rimpatriate di vecchi compagni di scuola, incontri galanti, semplici ritrovi di amici e parenti per l’aperitivo o il pranzo della domenica, e molte altre) si è però quasi ribaltata la posizione per quanto riguardo la situazione lavorativa a cui si aggiunge quella turistica.
Infatti oggi, un numero importante di persone, per necessità, sono costrette a mangiare almeno uno dei tre pasti principali fuori casa, con tutto quello che comporta dal punto di vista fisico, psicologico ed economico.

Credo, come voi, che la soluzione non sia necessariamente chiudersi in casa e/o rinunciare ad opportunità professionali o conviviali ma affrontarle in maniera più critica e consapevole, senza angosce o preoccupazioni, continuando così a vivere queste situazioni in modo positivo e piacevole.

Come approcciare.
Qualcuno ha detto: “se il perché è forte, il come sarà una conseguenza!”.
Avere sempre chiaro qual è il proprio obiettivo: che sia mettersi in forma o volerla mantenere piuttosto che perseguire un Benessere globale non si può prescindere dalla consapevolezza che una sano e corretto stile di vita rappresenti la soluzione più efficace, sicura e duratura.

Il piacere della tavola si sceglie attraverso la salute, non attraverso il gusto. È riduttivo scegliere quelle soluzioni che considerano solo il gusto, sono geniali quelle che abbinano gusto e salute.

EVENTI.
Laddove nella nostra filosofia di vita rientrasse il termine semplificare, si potrebbe dividere le varie situazioni in due tipologie di eventi: occasionali, assidui.

Occasionali. Se il buon senso rappresenta la nostra bussola e il Benessere il nostro nord, va da se che se il mangiare fuori è dovuto ad un incontro eccezionale (di quelli sopra descritti) non sarà quella eventuale esagerazione a crearci problemi o portarci completamente fuori rotta. Diverso sarà se la cosa comincia a ripetersi più volte all’interno dello stesso mese o, addirittura, settimana.
Abituali / assidui. Cosa decisamente diversa è dover espletare uno o più pasti al giorno fuori casa per necessità. In questi casi occorre una strategia ben chiara, precisa che parta da un forte perché e che si concretizzi con tattiche altrettanto chiare su cosa fare e cosa evitare.

  • MOMENTI – PASTI
    Partiamo dai tre pasti principali:
    Colazione. Da sempre e da tutti confermato come il pasto più importante della giornata, eppure ci troviamo davanti ad una specie di paradosso. Circa 8 Milioni di Italiani la saltano mentre un altra importante fetta chiama colazione un caffè/cappuccio con brioche. Quest’ultima, fatta fuori casa per abitudine, per gusto o per “velocità”, in contrapposizione sia al fatto che questa non rappresenti un pasto, sia a quanto scritto sopra che abbinare gusto e salute sia geniale!
    Cosa diversa chi, per lavoro, vive fuori casa ed è costretto fin dal mattino ad organizzarsi. In questi casi, molto spesso, la colazione fatta in hotel finisce per rappresentare il pericolo opposto, cioè di trovarsi difronte a buffet ricchi ed abbondanti, in alcuni casi con profumi provenienti dalla cucina che prendono “la gola per la gola”. Avere le idee chiare sarà più che mai la nostra ancora di salvezza.
    Un bel bicchiere d’acqua per iniziare, seguito poi da un piatto che comprenda almeno ognuno dei macro-nutrienti in modo equilibrato: proteine, carboidrati sani, grassi buoni, fibre.
  • Pranzo / Cena. Partendo dall’assunto che non appesantirsi rappresenta un vantaggio in entrambi i momenti della giornata, stabiliamo una ceck-list semplice ma efficace di cosa fare e cosa evitare. Prima di ciò ribadiamo con forza che, saltare i pasti non aiuta il controllo del peso, e non solo, anzi!

Cosa fare.

  • La prima cosa da fare è scegliere con cura il posto dove mangiare: oggi questo è decisamente più semplice e la tecnologia ci aiuta.
  • Compatibilmente con i propri impegni, cercare di essere “in orario” per non arrivare al pasto con un senso di fame troppo accentuato, finendo così per divorare il cestino del pane/grissini prima ancora di aver fatto l’ordinazione al cameriere.
  • L’aperitivo (specie se come abitudine) aiuta a… stimolare la fame.
    Ordinare, dove possibile, un entré di verdure crude da condire a tavola con olio extravergine d’oliva.
  • Chiedere sempre al cameriere informazioni circa al piatto che si vuole ordinare indicando che si preferisce condire il piatto a tavola e che le eventuali salsine di tenerle a parte. Il metodo più sicuro è ordinare piatti semplici!
  • Come per la colazione, è di fondamentale importanza che il pasto risulti completo di tutti i macro-nutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno per fornirci energia e salute.
  • Nell’eventualità scegliere un frutto al posto del dolce.

Cosa evitare.

  • Grissini, crackers e pane bianco.
  • Antipasti a base di formaggi e salumi.
  • Primi piatti troppo elaborati.
  • Fritti e condimenti.
  • Bibite gassate e zuccherate.
  • Dolci, amari e/o “digestivi” di fine pasto.

 

  • Spuntini / snack. Sebbene il solo nominarli rappresenta per molti sinonimo di peccato, in realtà possono rappresentare un utile alleato sia per quanto riguarda la nostra forma fisica, sia per la salute. Il principio è semplice: lo spuntino rappresenta un modo intelligente di prevenire la fame e d’integrare ulteriori fonti di nutrienti; basta rispettare alcuni semplici punti:
    – che sia completo ed equilibrato.
    – con poche calorie (150-200).
    – il più “naturale” possibile.

Con queste semplici accortezze, mangiare fuori non sarà più un problema, ma solo un piacere!
Non è quindi accettabile l’alibi di chi mangia male perché è costretto a mangiare fuori.

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